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MMA al Palagym Via Tortona

Posted on ottobre 21, 2016 by - News, Via Tortona

arti marziali palagym palestra genova

MMA al Palagym Via Tortona? Si! Parte una nuova avventura al Palagym di Via Tortona, cuore pulsante dello sport dei quartieri di Marassi e Staglieno…dal 25 ottobre inizia il corso di MMA.

In collaborazione con Leoni MMA, partirà un nuovo corso di arti marziali miste, aperto a tutti, neofiti e atleti esperti.

Ci troverete sul tatami del Palagym di Via Tortona, coi guantoni ed il sorriso, il martedì ed il giovedì dalle 13.30 alle 15.

Potrete provare gratuitamente il 25 ed il 27 ottobre, senza obbligo di prenotazione.

Vi aspettiamo….in guardia!

PRIMA dell’ MMA – NOTA INFORMATIVA DA WIKIPEDIA:

Con il termine arti marziali miste (abbreviato spesso in MMA, sigla del termine inglese “mixed martial arts”, a volte impropriamente chiamate “free fight” o “no holds barred” e confuse con il predecessore “vale tudo” si indica uno sport da combattimento a contatto pieno il cui regolamento consente l’utilizzo sia di tecniche di percussione (cioè calci, pugni, gomitate e ginocchiate), sia di tecniche di lotta (come proiezioni, leve e strangolamenti).

Il nome deriva dal fatto che queste competizioni erano in origine un confronto diretto fra discipline differenti, sebbene nel corso degli anni i praticanti abbiano progressivamente adattato le tecniche più efficienti di ogni singola arte marziale, combinando stili diversi fra loro. Per questa ragione, ad oggi le arti marziali miste si sono di fatto evolute in uno stile a sé stante, che mescola elementi di tutti gli altri. Il termine non va confuso con le arti marziali ibride, nonostante in entrambi i casi gli atleti combinino la pratica e la conoscenza di vari sport da combattimento per ottenere una combinazione flessibile di stili (“cross-training”).

Le radici delle Arti marziali miste sono, nello spirito, le eredi della tradizione dell’antico pancrazio greco. I Greci antichi introdussero questa disciplina nei Giochi olimpici nel 648 a.C., in essa non solo si combinavano il pugilato e la lotta, ma il regolamento consentiva agli atleti di utilizzare ogni tecnica possibile per sconfiggere l’avversario, anche le più efferate, tanto che lo scontro era al limite fra disciplina sportiva e azione bellica. Il pancrazio si diffuse anche nella società romana e gli atleti greci spesso combattevano nelle arene. Successivamente, nel 393, l’imperatore Teodosio I proibì per editto le festività pagane, come i giochi olimpici, così che le discipline da combattimento antiche come i giochi circensi e lo stesso pancrazio vennero bandite. Di esso quindi si perse la memoria nel successivo medioevo, anche se è oggetto di dibattito fra gli studiosi se possa essere sopravvissuto in qualche nicchia limitata all’interno della società bizantina.
PRIMA dell’ MMA: I combattimenti misti del 1900
Fino al XIX secolo non vi è notizia di competizioni sportive da combattimento con l’impiego in simultanea di tecniche pugilistiche e di lotta, ma nelle colonie del Nord America i praticanti inglesi del Lancashire catch as catch can a volte si cimentavano in scontri quasi senza regole detti rough and tumble. Nei paesi anglo-sassoni tuttavia si iniziò ad organizzare incontri, soprattutto in fiere e circhi, che impegnavano praticanti di boxe inglese contro Taekwondo oppure lottatori di varie specialità differenti. Questi incontri erano conosciuti con il termine di no-holds-barred ed erano spettacoli d’intrattenimento più che un vero e proprio sport.
Negli Stati Uniti, il primo maggiore incontro fra un pugile ed un lottatore in epoca contemporanea avvenne nel 1887, quando John L. Sullivan, l’allora campione mondiale dei pesi massimi di pugilato, salì sul ring con il suo allenatore, il campione di greco-romana William Muldoon, e fu sbattuto al suolo in due minuti. Il successivo incontro pubblicizzato avvenne nel decennio successivo, quando il futuro campione dei pesi massimi Bob Fitzsimmons sconfisse il campione europeo di lotta greco-romana Ernest Roeber. Nel 1936, il peso massimo Kingfish Levinsky e il wrestler professionista Ray Steele si incontrarono per una sfida che Steele vinse in 35 secondi.
PRIMA dell’ MMA: Il Bartitsu
A cavallo fra il XIX ed il XX secolo, l’ingegnere britannico Edward William Barton-Wright offrì il suo contributo allo sviluppo di sistemi di combattimento misti. Egli non solo fu fra i primi ad introdurre in Occidente lo studio e la pratica di discipline orientali, ma dopo aver speso molti anni in oriente ed in particolare in Giappone, sviluppò l’idea che i migliori elementi delle varie arti marziali potessero essere combinati in un’unica disciplina efficace per l’auto-difesa in una società disarmata. Egli fondò un’arte marziale in cui confluivano boxe, savate, kodokan judo, jujitsu, schwingen e canne de combat, studiando attivamente sia il combattimento a distanza che ravvicinato, a mani nude o con bastoni, in piedi e a terra. La disciplina si chiamava bartitsu, fondendo il suo cognome con il termine “ju-jitsu”. Il bartitsu fu la prima arte marziale conosciuta a combinare stili di combattimento europei ed asiatici. Inoltre Barton organizzò spesso in Inghilterra incontri in cui si confrontavano rappresentanti di lotta europea e campioni giapponesi. Ciò nonostante, dopo la morte di Barton, la scuola del bartitsu entrò in declino, venendo riscoperta solo nel secolo successivo.
PRIMA dell’ MMA: L’influenza statunitense
Verso la fine del XIX secolo, in Giappone si diffusero incontri di combattimento interstile, conosciuti come Merikan, dallo slang giapponese per indicare un “[combattimento] americano”. Gli incontri di merikan mettevano contro un competitore asiatico che poteva solo effettuare prese di jujitsu, contro un occidentale che poteva colpire con pugni; ben presto praticanti di judo iniziarono a prendere il sopravvento, scoraggiando l’interesse degli statunitensi per la disciplina.
Dopo la Prima guerra mondiale, gli scontri di lotta in Occidente seguivano due filoni principali. Da una parte vi erano le competizioni cosiddette “shoot”, con combattimenti fisici che terminavano con la sconfitta dell’avversario; dall’altra parte, le competizioni “show”, in cui gli scontri seguivano coreografie, trasformandosi in veri e propri spettacoli, con professionisti che erano al tempo stesso atleti e attori; da questi ultimi si sarebbe poi originato l’odierno pro wrestling.
Fra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta del XXº secolo, il concetto di combinare elementi di varie arti marziali fu popolarizzato da Bruce Lee, con l’introduzione del suo jeet kune do. Lee riteneva che si dovessero usare solo le tecniche effettive in combattimento, da qualsiasi fonte provenissero: un combattente dovesse essere flessibile e adattabile come l’acqua. Egli attualizzò ciò che Barton aveva già anticipato in Inghilterra anni prima e lo portò sotto i riflettori in Nord America e poi, di riflesso, nel resto del mondo.
Queste idee furono di ispirazione per il consolidamento dell’odierno sistema di MMA, nonostante l’ambito sia diverso: la competizione agonistica per le MMA, l’autodifesa e lo street fighting per Lee, che in particolare rifiutava il confronto sportivo come fine a se stesso. Il jeet kune do fu importante anche per lo sviluppo di sistemi di arti marziali ibride. Nel 2004 il presidente dell’UFC Dana White avrebbe addirittura definito Bruce Lee il “padre delle arti marziali miste”, affermando: “Se fate caso al modo in cui Bruce Lee si allenava, il modo in cui combatteva, e le varie cose che scrisse, egli disse che lo stile perfetto era il non avere stile. Si deve prendere un po’ di qualcosa da tutto. Si prendono le cose buone da ogni differente disciplina, si impiega quel che funziona e getta via il resto”.
Il movimento che portò definitivamente alla creazione delle attuali scene di arti marziali miste americane e giapponesi scaturisce da due sotto-culture interconnesse e da due stili di lotta: brazilian jiu-jitsu e shoot wrestling. I primi emersero negli incontri di vale tudo in Brasile, seguiti poi dagli spettacoli shooto in Giappone.
PRIMA dell’ MMA: Verso il moderno sport.
La pratica del vale tudo iniziò negli anni venti del XX secolo e divenne famosa con la “disfida dei Gracie” (o Gracie challenge) istituita da Carlos Gracie ed Hélio Gracie, poi portata avanti dai loro discendenti. I tornei di vale tudo erano combattimenti liberi e molto cruenti, il termine in portoghese infatti significa “vale tutto” e il regolamento vietava solo morsi, graffi e dita negli occhi. In questo tipo di competizione, primeggiavano due scuole: la scuola di ju-jitsu dei Gracie, per l’appunto, e quella di Luta livre. Il Brazilian Jiu Jitsu divenne rapidamente popolare per la sua efficacia, dato che i membri della famiglia Gracie si imposero spesso nei tornei. Hélio divenne la figura di riferimento, essendo il capo scuola ed il maggiore esperto nella famiglia.
Negli anni novante suo nipote Rorion Gracie emigrò in America dove aprì le prime scuole di Jiu Jitsu brasiliano negli Stati Uniti ed organizzò lo Ultimate Fighting Championship o UFC, seguendo le regole che già erano del vale tudo. La prima edizione si tenne il 12 novembre 1993. Esso nacque come torneo a otto partecipanti, senza limiti di peso o tempo, con pochissime regole (niente dita negli occhi, niente morsi, i colpi ai genitali erano solo multati, si potevano liberamente dare testate e colpi ad avversari finiti a terra, ecc…), con l’intento di mettere a confronto maestri di varie discipline per dimostrare quale fosse, in teoria, “l’arte marziale finale”. I primi tornei procedevano per eliminazione diretta e chi si aggiudicava la finale vinceva ben 50,000 $. Suo fratello Royce Gracie si distinse vincendo tre delle prime quattro competizioni, sconfiggendo nella prima ben tre sfidanti in meno di cinque minuti totali. La famiglia Gracie divenne una figura chiave nel circuito delle MMA e Royce con le sue vittorie diede visibilità internazionale a questa competizione, al Brazilian Jiu Jitsu e al regolamento vale tudo.
PRIMA dell’ MMA: Antonio Inoki ed il wrestling giapponese
In Giappone, invece, match di pro-wrestling basati su incontri interstile, conosciuti come Ishu Kakutōgi Sen (letteralmente “scontri di sport da combattimento eterogenei”) divennero popolari con Antonio Inoki negli anni settanta. Inoki era un allievo di Rikidōzan, ma anche di Karl Gotch che allenò molti lottatori giapponesi nel catch wrestling. Egli promosse incontri detti Shoot wrestling o Shoot fighting, nei quali si distinsero campioni come Tatsumi Fujinami, Yoshiaki Fujiwara, Satoru Sayama (meglio noto come “Tiger Mask”), Masami Soranaka ed Akira Maeda, fra i più famosi lottatori professionisti giapponesi di quel periodo. Nel 1985 venne creata l’organizzazione di arti marziali miste Shooto, seguita nel 1993 dal torneo Pancrase; chiamato così in onore del pancrazio antico, anche se in realtà era una derivazione dello shoot wrestling.
Parallelamente, la diffusione dell’idea di combinare lotta e percussioni influenzò Azuma Takashi, cintura nera di karate kyokushinkai e judo, che contribuì a diffondere l’idea di confrontare e combinare più stili sviluppando alla fine del XX secolo l’arte marziale ibrida nota come daido juku kudo. Takashi attingeva a tecniche e metodi di allenamento di vari sport da combattimento, per poi organizzare incontri analoghi a quelli delle arti marziali miste (ma con alcune differenze come la presenza del gi, di caschi protettivi e di un limite di tempo per la lotta a terra). Incoraggiava i propri allievi a confrontarsi anche in altre discipline e in altri tornei.
I primi tornei di vale tudo in Giappone si tennero nel 1994 e nel 1995, sulla scia dell’UFC americano, e vennero vinti entrambi da un altro esponente della famiglia Gracie, Rickson. Nel 1997, in Giappone, l’interesse per questo sport sfocia infine nella nascita dell’organizzazione di arti marziali miste Pride Fighting Championship, attualmente la principale manifestazione dello sport assieme all’UFC.
Il termine “Mixed martial arts” venne invece coniato da Rick Blume, presidente e CEO della Battlecade, un altro torneo organizzato in Nord America dopo i primi UFC, nel 1995.
PRIMA dell’ MMA: Regolamentazione: le “unified rules”
Clay Guida e Marcus Aurelio durante l’UFC 74.
Negli anni successivi, le MMA continuarono a diffondersi e svilupparsi, arrivando ad ottenere un interesse mediatico capace di rivaleggiare con la boxe e il pro-wrestling. Anche per questo motivo, dato che i combattimenti potevano risultare troppo cruenti per un pubblico sempre più vasto, oltre che per preservare la salute degli atleti, nella UFC prima e in altre organizzazioni poi si aggiunsero progressivamente regole che limitavano i lottatori rispetto al regolamento vale tudo (che anzi spesso in molti paesi venne ritenuto alle soglie della legalità se non praticato solo in incontri clandestini), pur mantenendo le MMA lo sport da combattimento più libero e flessibile di tutti, fino a giungere agli standard attuali. I vari tornei nati dopo il 1993 erano tutti identici nella sostanza di base, ma introducevano via via piccole differenze nelle regole che li differenziavano fra loro. In quasi tutti gli stati americani per esempio divennero illegali competizioni di sport da combattimento che non presentassero categorie di peso, protezioni minime e limiti di tempo, perciò i tornei di MMA si dovettero adeguare, allontanandosi dal formato che era stato voluto dai Gracie per i primi UFC.
Nell’aprile del 2000, la California State Athletic Commission, votò all’unanimità per una serie di regolamentazioni che divennero poi la base per le Regole Unificate delle Arti Marziali Miste (Unified Rules of Mixed Martial Arts). Tuttavia quando la legislazione fu sottoposta ad analisi giuridica, si determinò che lo sport era al di fuori della giurisdizione della CSAC, rendendo il voto superfluo. Nel settembre del 2000, la New Jersey State Athletic Control Board iniziò a consentire che si svolgessero incontri nel New Jersey. L’intento era di osservarli direttamente per raccogliere informazioni sufficienti a stabilire un comprensivo set di regole per regolamentare effettivamente lo sport. Il 3 aprile 2001, la NJSACB ordinò un meeting per discutere di ciò nel tentativo di unire le miriadi di regolamentazioni che sono state utilizzate negli anni dalle differenti organizzazioni di arti marziali miste. Le già proposte regole unificate vennero accolte dal NJSACB, diversi altri corpi regolamentativi, numerosi promotori di eventi di arti marziali miste e altre fazioni interessate nel circuito. Alla conclusione del meeting, tutte le parti si accordarono su di un set unificato di regole per governare lo sport delle mixed martial arts. Le regole adottate dal NJSACB sono diventate de facto il set standard di regole per incontri professionistici di arti marziali miste in Nord America. Nel 2009, una mozione fu effettuata all’annuale incontro della Association of Boxing Commissions per adottare queste regole sotto il nome di “Unified Rules of Mixed Martial Arts”. La mozione passò all’unanimità.
Al giorno d’oggi, quindi, parlare di MMA significa specificatamente parlare delle regole unificate (unified rules) e di ogni torneo, gara o incontro combattuto secondo le sue specifiche (con minime variazioni), sebbene diverse ed importanti organizzazioni non statunitensi tuttora utilizzano differenti set di regole come il regolamento Pride o le regole globali (global fight rules).
Crescita mediatica
Lo sport ha raggiunto un nuovo picco di popolarità nel dicembre del 2006 in Nord America durante l’UFC 66 nel combattimento fra l’allora campione dei pesi mediomassimi Chuck Liddell e il precedente campione Tito Ortiz, rivaleggiando le vendite PPV di alcuni dei più grandi incontri di arti marziali miste di sempre, e aiutando la PPV dell’UFC del 2006 a sorpassare quelle di qualsiasi altra promozione PPV nella storia,
Nel 2007, la Zuffa, promotore dei marchi UFC MMA promotion, comprò il brand rivale giapponese Pride FC, fondendo i lottatori sotto contratto in un’unica organizzazione[25] e tracciando paragoni con i consolidamenti avvenuti in altri sport, come la fusione fra AFL e NFL avvenuta nel football americano.
Da quando c’è stata l’esplosione dell’UFC nei media mainstream nel 2006 e dopo la fusione nel 2007 con il Pride e il conseguente acquisto del WEC, poche compagnie hanno presentato competizione.
Tuttavia numerose organizzazioni hanno promosso spettacoli significativi nel rivaleggiare con l’UFC, tra queste vi erano Strikeforce, Bellator, Dream, IFL ed EliteXC.
Il 30 aprile 2011, a Toronto, Ontario, Canada l’UFC stabilì un nuovo record di pubblico con l’UFC 129 portando 55,724 spettatori al Rogers Centre, l’evento segnò anche il record di incasso nelle MMA che è ammontato a $ 12,075,000, il più alto ingaggio a Toronto per qualsiasi evento. L’UFC 129 potrebbe detenere anche il record per l’intero Canada, tuttavia non sono contati gli introiti per le Olimpiadi invernali del 2010.
Sviluppo dei combattimenti:
Come risultato dell’incrementato numero di praticanti, campi di allenamento organizzati, diffusione di informazioni e moderna chinesiologia, la comprensione dell’efficacia in combattimento di differenti strategie è stata notevolmente aumentata. Il commentatore UFC Joe Rogan affermò che le arti marziali si sono evolute di più negli anni successivi al 1993 che nei 700 anni precedenti.
L’alto profilo delle moderne promozioni di MMA come l’UFC e il Pride hanno stimolato uno sviluppo accelerato di questo sport. I primi anni ’90 videro una larga varietà di stili tradizionali competere negli incontri. Ad ogni modo, le prime edizioni videro differenti livelli di successo fra le varie discipline. Le arti marziali miste quindi fin dai primi tornei di UFC hanno dato la scintilla ad una generale evoluzione negli stili dei combattento: quando vennero indetti, infatti, il panorama mondiale delle arti marziali venne scosso dalla messa in luce di tattiche, strategie e impostazioni che localmente erano già diffuse da tanto tempo (soprattutto nei vale tudo) ma che internazionalmente erano ancora terreno fertile di scoperta, studio e applicazione. La ribalta delle arti marziali miste provocò l’evoluzione dei metodi di allenamento e degli stili di combattimento di atleti e marzialisti che volevano confrontarsi in questi tornei aperti, facendo emergere soprattutto la necessità di imparare tipologie diverse di confronto.
L’esito dei primi tornei dell’UFC faceva sembrar sì che la maggior parte dei combattimenti venissero risolti nella lotta a terra, il che metteva in svantaggio i praticanti di arti basate principalmente sulle percussioni (detti “strikers”) nei confronti di coloro che si specializzavano nella lotta a terra (detti “grapplers”). I membri della famiglia Gracie, particolari specialisti di questo tipo di combattimento e già da decenni esperti interpreti del formato del vale tudo (come lo erano i primi UFC) e dell’incrociare stili diversi, non ebbero difficoltà ad imporsi rapidamente contro avversari praticanti di una sola disciplina pura e che spesso non avevano esperienza nell’affrontare un avversario esperto in prese e leve, quando non ignoravano letteralmente cosa aspettarsi e quali risposte dare a simili iniziative.
Due lottatori impegnati in una fase di grappling durante un incontro di MMA.
Successivamente furono i praticanti americani di lotta olimpica a dominare, essi sfruttavano la loro superiorità nella lotta in piedi e l’eccellente preparazione atletica per atterrare l’avversario, bloccarlo al suolo e da lì costringerlo alla resa anche solo mettendolo KO semplicemente scaricando pugni da una posizione di netto vantaggio (un metodo detto “ground and pound”, ovvero “atterralo e colpiscilo”). Wrestlers come Dan Severn, Don Frye e Mark Coleman furono fra i pionieri nell’UFC di questa tattica. I lottatori olimpici vinsero il maggior numero di tornei UFC senza regole, conquistando ben sei edizioni delle dodici totali. Nei tornei giapponesi invece ottenevano abbastanza successo gli shoot wrestlers che offrivano una buona combinazione di tecniche di lotta libera e di catch wrestling. Divenne quindi importante per un combattente versatile ed efficiente lo studio della lotta ed in particolare di uno stile che contemplasse tecniche di sottomissione. Il rilievo che ebbe nei tornei di MMA ha addirittura contribuito a codificare una nuova disciplina sportiva internazionale (ora riconosciuto dalla Federazione Internazionale delle Lotte Associate) detta semplicemente submission wrestling o submission grappling che non ammette techniche pugilistiche o di calci ma che permette le tecniche di lotta e le techniche di sottomissione usate nelle arti marziali miste, senza l’utilizzo del gi.
Alla fine degli anni novanta gli “strikers” impararono a prevenire l’atterramento e divennero più esperti nella lotta a terra, riuscendo più spesso a continuare a combattere in piedi. La palestra Chute Boxe in Brasile produsse molti campioni che si imposero adattando le tecniche di muay thai alla realtà del combattimento stile MMA. Esempi degli atleti di chute boxe sono Wanderlei Silva ed Anderson Silva. In contrapposizione al ground and pound si diffuse anche lo “sprawl and brawl” (ovvero “stai in piedi ed azzuffati”). Lo studio di tecniche di percussione, sia sulla distanza lunga (semplici calci e pugni) sia soprattutto su quella corta (gomiti e ginocchiate, in particolare in fase di contatto detta clinching) riacquistò così notevole importanza, anche se in alcuni tornei risultò minore poiché il regolamento proibiva in parte o del tutto le tecniche più pericolose come le gomitate o i calci a terra.
Per questi motivi, se all’inizio nei tornei di MMA si confrontavano rappresentanti di singole scuole con le loro proprie metodologie ed impostazioni (spesso adattate ad un tipo di confronto che prevedeva regole, obiettivi e necessità differenti), al giorno d’oggi chi si cimenta nelle arti marziali miste è quasi sempre indotto o tenuto a studiare differenti discipline, sia per eseguire al meglio nello scambio di colpi, sia per padroneggiare appieno le fasi di lotta. Questa pratica viene detta “cross-training”, cioè allenamento incrociato, ad indicare che un atleta pratica contemporaneamente più sport da combattimento dai quali attinge quel bagagliaio di tecniche ed esperienza specifico per confrontarsi nelle modalità espresse delle MMA. Soprattutto dopo l’avvento del XXI secolo si sono inoltre diffusi corsi sportivi specifici di MMA, nei quali cioè non si studiano separatamente vari settori (es. percussioni con guantoni, percussioni a mani nude, lotta in piedi, lotta a terra ecc.) ma l’allenamento prevede direttamente lo studio e la pratica del tipo di incontro che si verifica nelle MMA, e quindi una fase pugilistica con guantini, una fase di contatto e una di lotta al suolo in cui è previsto lo scambio di colpi; il tutto secondo uno stile oramai a sé stante, diverso quindi da quello che può avere chi compete specificatamente per incontri di una particolare specialità.
A partire dagli ultimi anni ’90 sia gli strikers che i grapplers hanno avuto successo nelle MMA anche se al giorno d’oggi è raro vedere un combattente non allenato sia nelle percussioni che nella lotta raggiungere alti livelli di competizione. In genere le discipline più allenate[37] per studiare i vari aspetti del combattimento sono la lotta olimpica[38],la muay thai, il submission grappling[39], il brazilian jiu-jitsu, la kickboxing e la boxe, tuttavia capita che alcuni atleti provegano da altri stili come il judo, il taekwondo, il karate kyokushinkai, il sambo e il sanda.
Nel novembre 2005, il riconoscimento dell’efficacia delle arti marziali miste come pratica sportiva da combattimento arrivò quando l’Esercito degli Stati Uniti la inserì all’interno dei primi annuali tornei intramilitari dell’Army Combatives Championships organizzati dalla US Army Combatives School.

 

 

 

PALAGYM FESTEGGIA i venti anni di ANIF

Posted on ottobre 18, 2016 by - Assarotti, Cicagna, Crocera, News, PDB - Sampierdarena, Rivarolo, Via Tortona

Palagym festeggia i venti anni di ANIF. I Centri Palagym di Genova, nel rispetto delle vigenti normative sullo sport, hanno scelto di affiliarsi e di essere parte attiva del CSI – Centro Sportivo Italiano (presso il Comitato di Genova www.csigenova.it), primario EPS – Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI e dalla CEI, del quale condivide il grande impegno educativo attraverso lo sport, con particolare riferimento ai giovani, inteso comunque come attività accessibile a tutti ed aperta a tutte le età.

Gli obiettivi dei centri Palagym  sono infatti da sempre quelli di consentire a tutta la famiglia una congrua accessibilità a servizi di qualità; educare, in particolarità i giovani, ai valori dello sport e dello stare insieme, valorizzare le potenzialità del territorio attraverso la completezza e la capillarità dell’offerta sportiva, favorire lo sport come strumento di comunicazione, socializzazione e prevenzione, creare nuove professionalità.

In tal senso, da qualche anno i Centri Palagym hanno scelto di aderire al progetto di ANIF Eurowellness (partner nazionale del CSI), così da favorire la crescita degli operatori attivi nei centri stessi, in un sistema sostenibile (no profit) dove la competenza e la conoscenza approfondita del panorama sportivo e sociale, anche a livello nazionale, la completezza ed efficienza degli spazi sportivi, l’attenzione alla prevenzione ed alla tutela della salute sono le linee guida per sviluppare sia l’attività agonistica giovanile ed amatoriale, i servizi medico-sportivi, l’organizzazione di eventi e manifestazioni con valenza sportiva, sociale e culturale, come la consulenza tecnico-sportiva e la preparazione atletica, wellness nel tempo libero.

Ci sembra quindi opportuno segnalarvi il saluto del Presidente di ANIF, Gianpaolo Duregon in occasione dei festeggiamenti per il ventennale della associazione, che si terranno nei prossimi giorni presso la Technogym: http://www.anifeurowellness.it/ventennale-come-siamo-e-come-eravamo-le-parole-del-presidente/

 

 

Siamo APERTI

Posted on ottobre 13, 2016 by - Assarotti, Cicagna, Crocera, News, PDB - Sampierdarena, Rivarolo, Via Tortona

ATTENZIONE

Centri Palagym

Finita l’allerta rossa,  SABATO 15 OTTOBRE – SAREMO REGOLARMENTE APERTI. RIPRENDONO QUINDI TUTTE LE ATTIVITÀ IN PISCINA, NEL CENTRO FITNESS E NEL PALAZZETTO, SIA PER GLI ADULTI SIA PER TUTTI GLI SPORT GIOVANILI.

 

Vi invitiamo comunque a restare connessi anche attraverso le nostre pagine Facebook Ufficiali.

 

L’igiene dello sportivo. Le regole per una palestra pulita.

Posted on ottobre 7, 2016 by - Assarotti, Crocera, News

cardio fitness palestra genova

Si sa, in tutti gli ambienti sportivi è importantissimo mantenere il più possibile un ambiente igienicamente pulito.

Per riuscire nell’intento ci vuole sempre l’aiuto di tutti noi che amiamo il movimento, lo sport ed il gioco ed è fondamentale tener presente le regole per una palestra pulita in modo da prepararsi ed avere le giuste accortezze prima, durante e dopo l’attività sportiva.

Qui di seguito le regole per l’igiene dello sportivo e per una palestra pulita.

cambiare le scarpe - igiene sportiva

1) In palestra, portate sempre una asciugamano da usare tra il proprio corpo e gli attrezzi o il pavimento con cui si viene a contatto durante tutte le attività.

2) Usare calzini di spugna. Sappiamo che non sono tra i più amati ma, quando si indossano scarpe da ginnastica, sono gli unici in grado di favorire la traspirazione dei piedi, mantenendoli meno umidi rispetto a calze più sottili.

3) Pulire gli attrezzi quando terminate l’utilizzo con un pezzo di carta ed un spruzzino.

4) Calzare scarpe da ginnastica pulite. La suola della scarpa se rimane più pulita possibile, si permette di mantenere un pavimento più pulito ove ci si possa tranquillamente sdraiare durante le attività.

Queste semplici regole aiutano a mantenere un ambiente salubre, ma le piccole regole non ci sono solo per chi frequenta la palestra. Piccole regole sull’igiene sportiva ce n’è anche per chi va in piscina o fa utilizzo dell’area relax con sauna e bagno turco.

5) Indossare la cuffia

cuffia in piscina - igiene sportiva

6) Ultimo ma non ultimo, è importante per l’igiene dello sportivo e mantenere una palestra o piscina pulita, portare l’accappatoio asciutto e le ciabatte da indossare per la doccia.

 

Stage di Hip Hop in Via Tortona

Posted on ottobre 4, 2016 by - News, Via Tortona

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Sabato 8 ottobre presso il Palagym Via Tortona, il cuore dello sport dei quartieri Marassi e Staglieno, avremo uno stage gratuito di Hip Hop con Luca Marinaro.

Questo progetto nasce da un’idea della nostra coordinatrice del Settore Danza, Silvia Nevoso, che punta forte su questa disciplina.

Orari: dalle 14 alle 15 per la categoria ragazze e ragazzi, dalle 15 alle 16.30 si parte con il corso avanzato!

La giornata sarà gratuita e…l’inizio di un grande percorso di sport, musica e divertimento!

Che altro dire…siete pronti a ballare con noi?

Bruciare più velocemente? Tre consigli per fare sport.

Posted on settembre 30, 2016 by - Assarotti, News

cardio acqua benessere palagym palestra genova

Sei sempre in movimento e non noti miglioramenti o non riesci a bruciare? Forse devi cambiare il tuo modo di fare sport.

Ecco tre consigli per fare sport.

Fai un training intenso.

Molti pensano che l’ideale per dimagrire ed avere i miglioramenti a lungo desiderati sia un’attività praticata a lungo e a bassa intensità, l’unica che fa bruciare i grassi: i classici 40 minuti di corsa blanda o di passeggiata, insomma.

Beh, è vero, ma solo per un breve periodo sennò il nostro organismo “si siede”.

Il metabolismo è una sorta di motore programmato per risparmiare le riserve di grasso in attesa del momento in cui serviranno: se gli stimoli che riceve sono sempre gli stessi, adatta il metabolismo all’attività fisica che si fa abitualmente, quel tanto che basta per non intaccare le scorte.

Il segreto per bruciare di più è sorprenderlo. Come?

Per risvegliare questa macchina abituata, devi variare non solo il ritmo ma anche il tipo di attività.

Cambiare gruppo muscolare ed esercizio è la strategia migliore per “ingannare” il metabolismo e in questo modo mantenerlo attivo. Per esempio, una volta corri in salita sul tapis roulant, una volta partecipa a moovida e la terza cambia sport e vai ad ACQUAGYM e così via settimana in settimana con moovida, CARDIO, TABATA e 360FIT.

Se fai sport regolarmente ma non vedi risultati sul corpo, devi trovare un nuovo modo di attività. Varia, prova e divertiti sempre.

Poco tempo per la palestra?

Posted on settembre 29, 2016 by - News, Via Tortona

Poco tempo per la palestra? Poco tempo per te? Per trovare il tuo benessere, divertirti e tornare in forma? Conosci le nostre mezz’ore mirate? Vuoi scolpire i tuoi addominali, rassodare i glutei e braccia definite?

In queste mezz’ore mirate ottimizziamo il tuo tempo prezioso con la tua voglia di migliorarti in modo facile e divertente!!

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Un programma specifico basato su una progressione stimolante di esercizi via via più intensi che ti permetteranno di ottenere il lato b che ti meriti!

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Una lezione mirata grazie alla quale accontentiamo sia gli uomini che le donne! Se non ti accontenti di lavorare gambe e glutei e non sai rinunciare ai tuoi addominali, prova GAG! Una mezz’ora intensa per bruciare i grassi!

B&S (BRACCIA E SPALLE)

I corsi si svolgono con o senza ausilio di piccoli attrezzi (bande elastiche, pesetti, bastoni, barre) interessando le principali fasce muscolari. (deltoide inferiore, deltoide mediale, deltoide superiore, bicipiti e tricipiti).

Se ti alleni con costanza otterrai spalle più belle e toniche, ogni movimento ti riuscirà con più leggerezza e facilità durante la tua vita quotidiana!

ADDOME

Con il nostro corso mirato di addominali e la giusta dose di determinazione potrai scolpire i tuoi addominali divertendoti, migliorando di conseguenza la tua postura e la tua respirazione. Insieme è più facile e divertente!

STEP TONO

Programma di tonificazione per tutto il corpo. La lezione può essere svolta con l’ausilio di piccoli attrezzi e può prevedere delle fasi alternate di lavoro aerobico ed anaerobico.

Aiuta il dimagrimento e il tono muscolare a ritmo di musica con il nostro fedele STEP.

I benefici delle mezz’ore mirate:
  1. aumento della tonicità muscolare
  2. allenare le capacità condizionali
  3. allenare la propriocezione del corpo
  4. prevenire lesioni
  5. migliorare l’umore grazie alla socializzazione
  6. aiutare a bruciare il grasso superfluo e di conseguenza, dimagrire

CROCERA, NON SOLO “PISCINA GENOVA”

Posted on settembre 29, 2016 by - Crocera, News

crocera palagym piscina palestra genova

I più ci cercano sui motori di ricerca con ” piscina Genova “. I più esperti ci conoscono meglio come una delle migliori piscine in Italia, con riconoscimenti di livello nazionale* per la gestione di un impianto in un territorio, quello di Genova, non facile per la cronica mancanza di spazio. Ma chi ci frequenta, e sono circa 350.000 (presenze) all’anno, sa bene che Crocera Stadium non è solo una piscina a Genova, ma molto di più. E il fitness che si sposa con l’acqua!

Più che una piscina a Genova (piscine, a dire il vero!) Crocera Stadium è infatti soprattutto un divertente impianto polisportivo composto da ben tre piscine (una da 15 corsie, una vasca neonatale e per riabilitazione* ed una piscina all’aperto con solarium) un palazzetto per basket e volley ed un NUOVISSIMO centro fitness, attraverso i quali CROCERA STADIUM raggruppa parte delle principali realtà sportive del ponente genovese.

Un moderno centro fitness su due piani per chi vuole conciliare il nuoto e l’aquagym con l’allenamento in palestra: attrezzato con macchinari di ultima generazione, aree per circuiti e corsi (un palinsesto di circa 60 attività settimanali per tutte le età), sempre assistiti da uno staff preparato ed accogliente: sempre più strumento di socializzazione, prevenzione ed accompagnamento sanitario, orientato a promuovere corretti stili di vita.

*Crocera Stadium, eccellenza riconosciuta ben oltre i confini locali, è socio fondatore di Aquanetwork (www.aquanetwork.it) il primo network europeo di gestori e fornitori di servizi nel mondo acqua, ed ha recentemente co-fondato Aquaesport (www.aquaesport.net),  rete di imprese del settore, che riunisce alcuni dei principali gestori italiani.

 

ORARI STRUTTURA:

-Da lunedì a venerdì apertura sempre alle 6.30 chiusura 20.30
-Sabato 8-17
-Domenica 8-14

All’interno della rinnovata piscina Crocera Stadium, nasce il Palagym Crocera, il centro fitness per chi vuole concilare il nuoto e l’aquagym con l’allenamento in palestra.

Un moderno centro fitness attrezzato con macchinari di ultima generezione, aree per circuiti e corsi, sempre assistiti da uno staff preparato ed accogliente.

PALINSESTO ORARI FITNESS E AQUAGYM 2016-2017

G.S.ASSAROTTI, SCUOLA E SPORT…

Posted on settembre 19, 2016 by - Assarotti, News

attività giovanili_gioventù_gs assarotti

Come da tradizione, si è svolto oggi l’open-day della Scuola Assarotti e insieme la festa degli sport in collaborazione con gli istruttori del ns G.S. Assarotti. Tanta allegria, tanti giochi, tante prove.

La varietà di proposte sportive è infatti uno dei nostri punti di forza del G.S. Assarotti, così da andare incontro alle esigenze delle tante famiglie che ci hanno scelto per fare sport con noi:  un campo da calcetto per la scuola calcio e del rubytots (sport educativo), una palestra attrezzata per mini-basket e mini-volley, e ben due palestre per l’educazione motoria dei più piccini, la scherma ed anche la danza. Tutte attività che oggi hanno spronato i nostri bimbi che si sono impegnati e divertiti accompagnati dagli istruttori del G.S. Assarotti del Palagym.

Il nostro impegno è infatti prenderci cura del benessere psicofisico di tutta la famiglia, migliorando la qualità di vita di chi si affida a noi già a partire dalla prima visita medica, in un clima di condivisione e informale. E oggi, durante l’open day in tanti hanno toccato con mano l’accoglienza di un contesto allegro e di qualità sotto il profilo delle attrezzature e dei  servizi attenti alle esigenze ed alle attività motorie studiate per tutte le età. Soprattutto dei più piccini.

Accessibilità, semplicità e  professionalità costituiscono il nostro caposaldo: all’ interno del centro fitness Palagym Assarotti potrai vivere insieme a noi  un’ esperienza divertente e allegra in un ambiente  amichevole e per tutta la famiglia. Cosa aspetti!?

La memoria ha bisogno di esercizio…sportivo

Posted on settembre 16, 2016 by - Assarotti, News

esercizio sportivo palagym palestre genova

Lo sport e la memoria. Qual’è il nesso?

La memoria ha bisogno di esercizio. E di sport. Secondo una ricerca del Donders Institute for Brain, Cognition, and Behaviour del Radboud University Medical Center (Raboud, Olanda), fare esercizio fisico qualche ora dopo lo studio o una qualsiasi attività di apprendimento aiuta a consolidare le conoscenze assimilate e a trasformarle in memoria a lungo termine. In particolare, chi fa sport quattro ore dopo l’apprendimento ricorda meglio quanto imparato anche a due giorni di distanza.

Running Alone

La ricerca è stata condotta osservando 72 volontari. Metà ha cominciato l’esperimento alle 9 del mattino, metà a mezzogiorno. Gli è stato chiesto di memorizzare la posizione di 90 oggetti su uno schermo in 40 minuti di tempo. Dopo una verifica dei risultati appena terminato l’esperimento, i volontari sono stati divisi in tre gruppi: il primo ha cominciato l’esercizio fisico 35 minuti dopo l’apprendimento; il secondo dopo quattro ore passate a guardare documentari naturalistici alla televisione; il terzo ha guardato documentari naturalistici per quattro ore, ma poi non ha fatto nessun esercizio fisico.

Due giorni dopo i ricercatori hanno testato la memoria di ogni volontario. Il risultato è stato che chi aveva fatto sport subito dopo aver osservato i 90 oggetti e chi non aveva fatto alcun esercizio fisico ricordavano più o meno la stessa percentuale di posizioni sullo schermo. Chi, invece, aveva fatto moto quattro ore dopo l’apprendimento dimostrava di avere più memoria. Indipendentemente dalle capacità mnemoniche di partenza. Dalla risonanza magnetica è poi arrivata un’ulteriore conferma: quando questo gruppo di persone – chi aveva fatto sport dopo quattro ore – ripensava all’esperimento entrava in funzione l’ippocampo, che è una parte del cervello che svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine.

Non è ancora del tutto chiaro perché l’esercizio fisico a qualche ora di distanza dall’apprendimento aiuti la memoria. L’autore dello studio, Guillén Fernández, direttore del Donders Institute, ha detto a Time che «ci sono prove evidenti che il rilascio di certi neurotrasmettitori – dopamina e norepinefrina» in seguito all’attività fisica «negli animali porta alla produzione di proteine che aiutano a stabilizzare nuove tracce di memoria che altrimenti andrebbero perse».

Lo studio per ora è stato condotto su un numero limitato di persone, quindi è difficile dire con certezza se quattro ore tra l’apprendimento e lo sport siano l’intervallo ottimale per la memoria di tutti. Comunque, come ha detto l’autore a Time, «è una prova che l’esercizio fisico dovrebbe essere considerato come una strategia per la memoria a lungo termine».